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lunedì 14 ottobre 2013

La vita ha un senso?

La vita ha un senso? Certo che si.
Ha senso quando ti ostini a girare cinque diversi supermercati per trovare l'ingrediente di una ricetta che tu nemmeno assaggerai. 
Ha senso, quando quell'ingrediente che comunque nessun supermercato al momento ha a tua disposizione, ti costringe a sostituirl utilizzando la fantasia, con un altro magari modificando profondamente la ricetta prevista.
Ha senso quando suona il campanello di casa e ti consegnano un pacco contenente un oggetto desiderato.

Fin qui i lati positivi della cosa perché a volte, pare che il senso della vita, ci sfugga dalle mani.
Un esempio? Facile: quando le istituzioni decidono, in barba al rispetto della vita, decidono di uccidere una sessantina di daini colpevoli di rovinare l'ecosistema di una pineta (Vi garantisco che è accaduto realmente) sita in una città che ambisce a diventare, nel 2019, una capitale della cultura. Quale cultura? quella della vita? 
Ci sono poi da mettere sul piatto della bilancia, le prospettive di uno stato in crisi. 
Uno stato che in molti casi gioca o ha giocato con il senso della vita di tutti noi.

Ma allora la vita che senso ha se non quello di respirare, pagare, arrabbiarsi, combattere o ridere?
Forse dovremmo cercare la risposta nella bellezza di tutti i giorni: in un'alba o in un tramonto, nei temporali e negli occhi di chi ci sta accanto.
Spesso però siamo molto, troppo occupati per darci risposte filosofiche.
Molto più semplice trovare uno spirito guida (magari leggermente alcoolico) che ci fornisca qualche speranza e nella speranza trovare quella risposta che tutti noi conosciamo: una sola, unica risposta: QUARANTADUE!



Filosofia alcoolica
© testo disegni e colori di Daniele "tarlo" Tarlazzi

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